Amazon durante il Black Friday riceveva 37 ordini al secondo

Amazon Black Friday

Lo scorso lunedì 2 dicembre 2019, giorno del Cyber Monday, si è conclusa la settimana del Black Friday. Ogni anno questo periodo è atteso da milioni di utenti, che possono trovare articoli molto scontati su moltissime piattaforme di e-commerce, tra cui Amazon.

Pensate che il colosso di Seattle, durante la scorsa settimana, riceveva più di 37 ordini al secondo. Questo ci fa capire anche da cosa sia dovuto l’errore di spedizione di cui abbiamo parlato pochi giorni fa. Scopriamo insieme i dettagli.

Amazon riceve 37 ordini al secondo durante il Black Friday

Durante la settimana del Black Friday, solamente gli utenti italiani hanno fatto in media circa 37 ordini al secondo sul sito della piattaforma di e-commerce Amazon. Tra i prodotti più gettonati troviamo i giochi di società, i gadget hi tech, di cui abbiamo parlato in un articolo di approfondimento, prodotti per la casa e la cucina e molto altro. A rendere noto questi dati è stata proprio la compagnia di Seattle al termine degli otto giorni di sconti conclusa qualche giorno fa con il Cyber Monday.

A livello globale, il Cyber Monday è stato ancora una volta, la giornata di shopping con maggiore successo nella storia dell’azienda di Jeff Bezos. Questo lo possiamo affermare in base al numero di articoli ordinati, a livello globale. Il record di vendita su scala globale lo ha ottenuto lo speaker Echo Dot e il dongle Fire Stick TV.

La compagnia di Seattle ha evidenziato nella propria nota, resa pubblica in seguito al Cyber Monday, di aver venuto, sempre a livello globale, quantità record di giocattoli e capi d’abbigliamento. Non possiamo ovviamente non nominare i 25 milioni di prodotti venduti per la casa durante la settimana del Black Friday ed il Cyber Monday, 4 sono stati i milioni di prodotti di bellezza registrati solamente lo scorso lunedì.

Computer Quantistico: novità dai ricercatori dell’Università di Waterloo

ibm blackout

I ricercatori dell’Università di Waterloo hanno sviluppato un metodo che potrebbe aprire la strada alla definizione di standard universali per misurare le prestazioni dei computer quantistici.

Il nuovo metodo, chiamato benchmarking del ciclo, consente ai ricercatori di valutare il potenziale di scalabilità e di confrontare una piattaforma quantistica con un’altra.

Questa scoperta potrebbe fare molto per stabilire standard per le prestazioni e rafforzare gli sforzi per costruire un computer quantistico pratico su larga scala”, ha dichiarato Joel Wallman, assistente professore presso la Facoltà di Matematica di Waterloo e Institute for Quantum Computing. “Un metodo coerente per la caratterizzazione e la correzione degli errori nei sistemi quantistici fornisce la standardizzazione del modo in cui viene valutato un processore quantistico, consentendo un confronto equo dei progressi nelle diverse architetture”.

Il benchmarking del ciclo fornisce una soluzione che aiuta gli utenti di calcolo quantico sia a determinare il valore comparativo delle piattaforme hardware concorrenti sia ad aumentare la capacità di ciascuna piattaforma di fornire soluzioni robuste per le loro applicazioni di interesse.

Una verità assoluta?

La svolta arriva in un momento in cui la corsa all’informatica quantistica si sta rapidamente diffondendo e il numero di piattaforme e offerte di elaborazione quantistica cloud si sta rapidamente aumentando. Solo nell’ultimo mese, ci sono stati annunci significativi da parte di Microsoft, IBM e Google.

Questo metodo determina la probabilità totale di errore in una determinata applicazione di calcolo quando l’applicazione viene implementata tramite compilazione randomizzata. Ciò significa che il benchmarking del ciclo fornisce il primo mezzo multipiattaforma per misurare e confrontare le capacità dei processori quantistici personalizzati per le applicazioni di interesse degli utenti.

Grazie al recente raggiungimento di Google della supremazia quantistica, siamo ora agli albori di quella che chiamo ” l’era della scoperta quantistica “, ha affermato Joseph Emerson, un membro della facoltà di IQC. Ciò significa che i computer quantistici soggetti a errori forniranno soluzioni a interessanti problemi computazionali, ma la qualità delle loro soluzioni non può più essere verificata da computer ad alte prestazioni.

WhatsApp: foto profilo killer, arriva la truffa che ruba le immagini

WhatsApp: foto profilo killer, così vi truffano rubando la vostra immagine

La privacy è uno degli aspetti fondamentali che lega gli utenti a WhatsApp, app di messaggistica che certamente non ha alcun bisogno di presentazioni. Attualmente non esiste rivale in grado di contrastare un fenomeno ancora in netta crescita, nonostante gli svariati anni di servizio.

In tanti infatti apprezzano molto il lavoro fatto dagli sviluppatori e soprattutto tutto ciò che essi fanno per proteggere milioni e milioni di account ogni giorno. Ci sono però alcune problematiche che purtroppo si farà sempre fatica ad eliminare e una di queste è rappresentata dalle truffe varie e soprattutto dagli inganni che arrivano in chat. WhatsApp, ovviamente contro la sua volontà, resta molto incline ad accogliere queste situazioni e gli utenti potrebbero presto stancarsi. Proprio in queste ora pare che una nuova truffa stia prendendo il largo, e in molti lo avrebbero notato.

WhatsApp: arriva la nuova truffa che ruba l’immagine del profilo e rovina i vostri contatti in rubrica

Secondo quanto riportato in questi giorni un nuovo messaggi si sta facendo spazio in chat e sta mettendo in difficoltà tantissimi utenti. Infatti molte persone il testo che arriva da un numero non memorizzato in rubrica che chiede di ricevere una ricarica Postepay, ma partiamo dal principio.

I truffatori rubano delle immagini del profilo e creano altri profili fake utilizzandole. Dopo, non si sa in che modo, questi contattano i contatti nella rubrica delle persone derubate, fingendo un’emergenza che spiegherebbe il nuovo numero. Ecco quindi la richiesta: una ricarica Postepay, che in alcuni casi è stata anche elargita proprio perché il malcapitato ha pensato di essere per davvero di fronte ad un amico.

Wind: l’offerta che tutti gli utenti dovrebbero attivare subito

Wind: l’offerta che tutti gli utenti dovrebbero attivare subito

windLe varie offerte Wind presentano una soluzione decisamente interessante da consigliare subito, naturalmente a coloro che possono permettersene l’attivazione, il suo nome è All Inclusive 50 Flash Più e presenta un costo fisso di soli 6,99 euro al mese.

Disponibile sia online che in negozio per gli uscenti da Iliad o da un operatore virtuale, inizialmente richiede un esborso non particolarmente impegnativo, parliamo a tutti gli effetti di 11,99 euro se acquistata in negozio o di 0 euro se sul sito, a cui sarà necessario aggiungere 10 euro per l’acquisto della SIM ricaricabile e la prima mensilità.

L’attivazione comporta anche l’accettazione del cosiddetto vincolo contrattuale, un periodo di 24 mesi entro il quale se il consumatore richiederà la portabilità sarà costretto a pagare una penale di 15 euro addebitata direttamente sul metodo di pagamento scelto in origine.

Passa a Wind: i dettagli della All Inclusive 50 Flash Più

All’interno della promozione è possibile trovare 50 giga di traffico dati alla massima velocità attualmente disponibile, minuti illimitati da utilizzare per telefonare a chiunque, con 100 SMS da spedire ad amici e parenti in Italia. Incluso nel prezzo di 6,99 euro troviamo anche il servizio SMS MyWind, utile sopratutto per ricevere messaggi informativi tutte le volte che altri utenti hanno provato a contattarvi ma hanno trovato il telefono spento, non raggiungibile o temporaneamente occupato.

L’addebito del canone è previsto direttamente sul credito residuo della SIM ricaricabile collegata, la massima velocità di navigazione non è stata limitata, l’utente potrà collegarsi gratuitamente alla rete telefonica 4.5G proprietaria di casa Wind. Per maggiori informazioni recatevi personalmente in negozio.

Audi e-tron Sportback: debutta il nuovo SUV elettrico

Al salone di Los Angeles Audi è stata presentata la e-tron Sportback, il nuovo SUV-Coupé elettrico con profilo più dinamico della sorella e-tron. Due versioni disponibili con potenza fino a 408 CV e autonomia a fino a 448 km.

Audi e-tron Sportback: bellezza e tecnologia

Il nuovo modello è il secondo ad alimentazione elettrica di Audi e va ad aggiungersi al SUV e-tron. Per le prime consegne bisognerà aspettare la primavera 2020, mentre i prezzi, in riferimento al mercato tedesco, partono da 71.350 euro.

La e-tron Sportback misura 4,9 metri in lunghezza, 1,93 m in larghezza e 1,61 m in altezza, risultando dunque 20 mm più bassa della sorella SUV. La sportività del look appare grazie anche dai paraurti ridisegnati, presentando anche la tecnologia Digital Matrix LED per i fari anteriori.

E’ confermata la presenza dei due vani bagagli, questi offrono una capacità complessiva di 615 litri. Per il motore elettrico, l’Audi e-tron Sportback è equipaggiata con lo stessa meccanica della e-tron, ma con un propulsore per ogni asse. La e-tron Sportback per questo motivo tecnico è disponibile in due versioni: 50 e 55.

La Sportback 50 è dotata di batterie da 71 kWh  con 27 moduli ed emette 313 CV di potenza e 540 Nm di coppia, per uno scatto 0-100 km/h in 5,8 secondi. Più potenza invece per la Sportback 55, dotata di batteria da 95 kWh a 36 moduli, dotata 360 CV e 561 Nm con uno 0-100 km/h in 6,6 secondi, che con il Boost Mode diventano 408 CV e 664 Nm con lo sprint 0-100 km/h che si abbassa a 5,7 secondi.

Il debutto sul mercato dell’Audi e-tron Sportback avverrà con la versione in serie limitata Edition One. Quest’ultima è costituita dal pacchetto S line di serie, esterni color Plasma Blu, cerchi in lega da 21 pollici, tetto panoramico, virtual mirrors, gruppi ottici Matrix LED, suite Adas completa.

Huawei non è affidabile: le parole di un membro dello staff di Trump

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Come saprete, Huawei e ZTE, due produttori di smartphone e fornitori di apparecchiatura di rete, non sono ben visti dagli Stati Uniti. Ormai sono anni che quest’ultimi hanno cercato di mettere il bastone tra le ruote ai due marchi, ma è quest’anno che la situazione è precipitata in seguito all’inserimento nella lista delle entità. Nel corso degli ultimi mesi ci sono comunque stati dei tentativi di risolvere il tutto, ma le ultime parole rilasciate dal procuratore generale degli Stati Uniti sembrano aver di nuovo messo fine ad ogni speranza in merito al breve termine.

Ecco uno stralcio delle lettere scritto da quest’ultimo, Wiliam Barr: “Il loro curriculum, così come le pratiche del governo cinese, dimostrano che Huawei e ZTE non possono essere affidabili. […] Non dovrebbe servire segnalare che Huawei e ZTE non sono altro che una minaccia alla nostra sicurezza collettiva, perché è esattamente quello che si sono dimostrati, attraverso le loro azioni.”

Huawei, ZTE e gli Stati Uniti

In questo caso il punto centrale sono le infrastrutture dedicate alle reti di comunicazioni, soprattutto il 5G, e non gli smartphone; il fatto di non aver più accesso alla licenza Android è solamente una ripercussione. Alcune zone degli USA sono state dipendenti dalla tecnologia di Huawei tant’è che il permesso di 90 giorni rilasciato durante l’estate servirà proprio per cercare di mettere una toppa nei punti più critici.

Sebbene per il colosso cinese sia stato un duro colpo, le attuali vicende stanno andando a favore di quest’ultima. Al contrario, sono le società americane ad avere qualche difficoltà visto l’impossibilità di commerciare con diversi partner cinesi.

WhatsApp, è gratis o si deve pagare? Ecco il messaggio che annuncia la novità

aggiornamento WhatsApp ottobreWhatsApp non si paga più da diversi anni. Le chat sono gratuite sia per gli utenti Android che per gli utilizzatori iOS. Lo stesso vale per chi si accinge ad accedere al proprio account tramite le utility WhatsApp Web. Ma la domanda è questa: «Sareste disposti a spendere qualche euro pur di non perdere l’opportunità di mantenere contatti e chat?». Un messaggio starebbe reintroducendo il pagamento annuale delle chat con buona pace di chi si è abituato all’idea del tutto gratuito con messaggi, chiamate, video chiamate e tutto il resto. Sarà vero o si tratta solo di una truffa? Prendiamo in considerazione le ultime dichiarazioni che circolano online.

WhatsApp: utenti tranquilli nonostante il ritorno a pagamento delle chat e dei gruppi, dal 2020 si richiede il costo di rinnovo ma arriva la smentita

Un tempo la gestione delle chat era a pagamento con un canone annuale di 0,89 euro. La transizione a Facebook ha causato un duplice effetto. Il primo è che l’app è gratis per sempre ed il secondo è il fattore aggiornamento che propone ottimizzazioni progressive che stanno valendo la soddisfazione di un miliardo e mezzo di utenti attivi in tutto il mondo.

Indiscrezioni e voci di corridoio hanno parlato di un possibile ritorno al canone annuale. I rumor, in tal caso, fanno da padrone per una notizia chiaramente smentita a pieno titolo dallo stesso sviluppatore. Niente di vero nel famigerato ritorno a pagamento dell’app. Facebook continua a mantenere le promesse per un’applicazione Free che in futuro potrà continuare ad offrire ottimizzazioni e funzioni finanziandosi con la pubblicità in-app annunciata diversi mesi fa dagli sviluppatori. Per il resto è gratis e lo sarà a tempo indeterminato da qualsiasi dispositivo.

Windows 10: ecco i problemi che mettono down il sistema operativo

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Windows 10, l’ultima versione del famosissimo sistema operativo offerto da Microsoft, sembrava essersi finalmente lasciato alla spalle il brutto periodo vissuto durante l’utilizzo di Windows 8 e Windows Vista. A quanto pare, però, di recente il colosso di Redmond sta riscontrando dei seri problemi che hanno colpito centinaia e centinaia di utenti del sistema. Secondo quanto riscontrato, infatti, i due update rilasciati nelle ultime settimane sembrerebbero rallentare estremamente i computer dei consumatori a causa di alcuni gravi bug presenti all’interno del codice sorgente. Attualmente gli sviluppatori di Microsoft sono al corrente del problema e, secondo alcune indiscrezioni, pare che una soluzioni sia già stata sviluppata e, molto probabilmente, verrà rilasciata entro la fine del mese. Scopriamo di seguito ulteriori dettagli.

Windows 10: ecco cosa succede se si installano gli aggiornamenti fallati

Gli aggiornamenti da evitare, quindi, sono ben due: il primo KB4512941 ed secondo il KB4515384. Nel primo caso, quest’ultimo ha completamente bloccato la Windows Sandbox, tutte le connession Remote Desktop e l’assistente vocale Cortana che, se richiamato dal menù a tendina, sovraccarica la CPU del 40% con un conseguente rallentamento del PC

Il secondo update, invece, fu rilasciato lo scorso Settembre con l’obiettivo incrementare la stabilità generale del sistema ma, purtroppo, il risultato ottenuto è stato totalmente un’altro.

Milioni di utenti provenienti da tutto il mondo, quindi, si sono riversati sul web per lamentarsi dei problemi che, a quanto pare, stanno colpendo anche schede di rete e dischi rigidi. Attualmente ad essere maggiormente danneggiate sono le macchine con chipset Intel, mentre MSI e Asus sembrano essere immuni ai bug. Nelle ultime ore è stato però rilasciato l’update KB428435 che promette di risolvere la maggior parte degli errori. Non ci resta che installarlo e sperare che tutto torni come prima.

Anche OnePlus fa numeri da record: gran successo per 7T Pro McLaren Edition

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Se da un lato quest’anno non ci si aspettava l’arrivo di ben quattro modelli canonici da parte di OnePlus, dall’altro lato invece era comunque atteso il modello più costoso. Ovviamente si sta parlando del McLaren Editon, una variante che accompagna il produttore cinese da un po’ di tempo. Come detto, quest’anno ci sono stati più modelli, il doppio, rispetto al solito e questo potrebbe aver sparso di più il pubblico. Per tale particolare versione non sembra essere stato così tanto che il primo lancio in Cina è stato un successo.

Come riporta la stessa OnePlus tramite la famosissima piattaforma Weibo, le unità messe a disposizione per questa vendita sono finite in appena 60 secondi. Un minuto per svuotare lo stock. Una velocità degna di nota anche se non viene nominato il numero effettivo delle unità a disposizione, cosa che raramente dicono. Visto il costo, l’operazione in sé è stato un successo.

OnePlus 7T Pro McLaren Edition

Come il nome suggerisce, non è soltanto la versione speciale del modello base, ma addirittura della variante Pro e il suo costo è, di conseguenza, abbastanza alto. Si presenta sembra con lo Snapdragon 855 Plus, il processore di punta di Qualcomm. Affiancato al chip possiamo trovare ben 12 GB di RAM anche se esiste la versione da 8. Il display è un 6,67 pollici che presenta una frequenza di aggiornamento di 90 Hz. La batteria ha il supporto per la tecnologia di ricarica rapida da 30W. Posteriormente è presente una configurazione tripla che gira intorno ad un obiettivo da 48 MP.

Truffe per i clienti delle banche: aggirato il token Unicredit, Intesa e BNL

truffe banca unicredit sanpaolo BNLUna nuova ondata di truffe bancarie investe gli istituti italiani di Unicredit, Intesa Sanpaolo e BNL. A poco sono valse le raccomandazioni di CISCO contro phishing ed altri tipi di attacchi. Perfino il nuovo token digitale si è reso inefficace. Diversi sono i sistemi di tutela adottati a vantaggio della sicurezza ma se l’utente non applica le dovute cautele è tutto perfettamente inutile. C’è da dire che è difficile riconoscere i pericoli che arrivano dai nuovi tentativi di adescamento tramite email e smishingi. L’ultimo episodio rappresenta un grande rischio per tutti. Ecco cosa può succedere.

Truffe via smishing, pharming e phishing contro i clienti con conto svuotato di Unicredit, Sanpaolo e BNL

Molti malviventi rischiano nel predisporre skimmer nei bancomat che registrano i dati carta ed i codici per prelevare il denaro. Molti preferiscono agire indisturbati tramite il web. Di mira ci sono le home banking riconosciute per la loro versatilità e la comodità di accesso tramite dispositivi mobili e Personal Computer.

Il metodo di azione è sempre lo stesso e punta sul messaggio di urgenza che richiede un intervento di rettifica dei dati. False comunicazioni viaggiano per le mailbox dei clienti. La cosa che stupisce è che gli stessi messaggi arrivano anche a coloro che non hanno mai avuto a che fare con le banche. In quel caso è facile distinguere un raggiro da un messaggio formale dell’istituto. Puntando alla cieca, ad ogni modo, i cybercriminali mietono le proprie vittime registrando guadagni incredibili a causa dello scarso cinismo di chi riceve l’allerta.

Spesso e volentieri si punta quindi sull’impellenza di comunicare dati personali alla presunta banca. Il sito Internet cui si viene dirottati tramite link allegato è una perfetta replica di quello originale. Riconoscerlo è difficile in quanto i nuovi siti adottano perfino gli standard HTTPS aggiornati per la sicurezza online. Cambia la URL ma ad un occhio poco attento potrebbe passare inosservata.

Il nostro consiglio, valido in questo come in altri casi di offerte e comunicazioni importanti solo per via presunta, è quello di diffidare a priori prevedendo di contattare SEMPRE la propria banca per richiedere ulteriori informazioni. Prima di farsi prendere dal panico segnalate l’accaduto alle autorità e cestinate il messaggio immediatamente per evitare che possiate cliccarci sopra o che venga re-inoltrato ad altri contatti.