Ecco il braccio robotico di InSight

Questa immagine mostra gli strumenti montati sul braccio robotico di InSight. Sullo sfondo Elysium Planitia, la regione marziana dove si trova ora il lander. L’immagine è stata ricevuta il 4 dicembre 2018 (Sol 8). Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

La “talpa” è pronta a lavorare e per farlo ha bisogno dell’utensile preferito di lander e rover su Marte: il braccio robotico. InSight è arrivato sul Pianeta rosso da meno di due settimane e già ha dispiegato quello che sarà la sua “cassetta degli attrezzi” (per così dire), un braccio robotico lungo 2 metri pieno zeppo di strumenti scientifici necessari a portare a termine la sua missione nella regione sabbiosa di Elysium Planitia.

Per prima cosa il braccio userà la Instrument Deployment Camera (Idc), posizionata sul gomito, per scattare foto del terreno di fronte al lander. Queste immagini aiuteranno il team che lavora alla missione a determinare dove posizionare il sismometro francese e la sonda termometrica tedesca, dopo aver scavato un buco di circa 5 metri. C’è già un record: il Seismic Experiment for Interior Structure (che percepirà le onde sismiche per studiare la crosta di Marte) e l’Heat Flow and Physical Properties Probe (che misurerà i minimi cambiamenti nella posizione del lander per rivelare come Marte si sta muovendo nella sua orbita) sono gli unici strumenti che siano mai stati posizionati in da un braccio robotico sulla superficie di un altro pianeta.

Il braccio robotico di InSight, dotato di “paletta” e rampino, è pronto a entrare in azione. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Il posizionamento della strumentazione è un passaggio delicato, soprattutto perché effettuato da remoto, e il team sta procedendo con cautela: potrebbero passare due o tre mesi, anche se la composizione sabbiosa del terreno fa ben sperare nella riuscita dello scavo.

Nell’ultima settimana e mezzo, gli ingegneri della missione hanno testato questi sistemi e strumenti, registrando già qualche dato interessante: è stato rilevato un abbassamento della pressione dell’aria probabilmente causata da un diavolo di polvere in transito da quelle parti.

La missione durerà un anno e 40 giorni marziani, l’equivalente di quasi due anni terrestri. InSight sarà in grado di esaminare il sottosuolo marziano, analizzare l’attività sismica e raccogliere importanti indizi sull’evoluzione dei pianeti rocciosi del Sistema solare.

Insight: gita in California prima del lancio

Le operazioni di carico del lander della Nasa InSight all’interno di un aereo cargo C-17 presso la Buckley Air Force base, a Denver. Il container è stato spedito alla Vandenberg Air Force Base, in California, per il lancio che verrà effettuato a maggio. Crediti: Nasa / Jpl-Caltech

Mancano 65 giorni al lancio della prossima missione marziana della Nasa, InSIght (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport). Il lander dovrebbe partire il 5 maggio (anche se la finestra di lancio sarà attiva fino all’8 giugno) e avrà come obiettivo quello di studiare per la prima volta l’interno del pianeta Marte. Si tratta di una missione molto attesa dalla comunità scientifica perché InSight sarà in grado di esaminare il sottosuolo marziano, analizzare l’attività sismica e geodesia e raccogliere importanti indizi sull’evoluzione dei pianeti rocciosi del Sistema solare (a differenza di Venere e Terra, Marte ha mantenuto la sua struttura geologica praticamente inalterata per più di 3 miliardi di anni). Assemblato in Colorado dalla Lockheed Martin Space, il lander è stato spedito lo scorso 28 febbraio a bordo di un cargo C-17 alla Vandenberg Air Force Base in California per portare a termine gli ultimi preparativi prima del lancio.

Ricordiamo che la partenza della missione era prevista a marzo 2016, ma problemi tecnici hanno portato a una battuta di arresto. I test degli ultimi mesi hanno però permesso di confermare finalmente la data del lancio che avverrà dalla stessa base californiana. InSight viaggerà a bordo di un razzo Atlas V-401 della United Launch Alliance.

Il lander InSight studierà l’interno del pianeta Marte arrivando fino a 5 metri di profondità. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Il lander verrà presto rimosso dal container bianco che lo ha custodito durante il viaggio aereo pre-lancio e in questi giorni inizieranno i test di routine per verificare lo “stato di salute” degli strumenti (due sono europei) e di tutte le componenti. InSight è stato progettato come Phoenix: dotato di due grandi pannelli solari, sarà largo circa 6 metri. Dopo qualche settimana dall’ammartaggio, InSight attiverà il suo braccio robotico e tutti gli strumenti scientifici, tra cui il sismometro francese Seis e la sonda termometrica tedesca HP3, saranno pienamente operativi.

InSight atterrerà il prossimo 26 novembre su Elysium Planitia, ma non essendo un rover e non essendo dotato di ruote, non potrà muoversi liberamente sulla superficie del Pianeta rosso come Curiosity od Opportunity: se dovesse sbagliare l’obiettivo, non potrà mai essere spostato.

«Una delle attività più importanti prima del lancio è caricare il carburante necessario per il viaggio verso Marte», ha spiegato Tom Hoffman, il project manager di InSight per il Jet Propulsion Laboratory a Pasadena, California. «La navicella spaziale sarà poi sottoposta a un test per determinare con precisione il centro di massa. Questo dato è necessario per essere certi che l’ingresso e la discesa nell’atmosfera di Marte vadano secondo i piani».

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Phoenix riappare dopo dieci anni

Lanciato il 4 agosto 2007 dalla Cape Canaveral Air Force Station in Florida, il lander della Nasa Phoenix arrivò su Marte nel 2008 e rimase operativo per soli 5 mesi, analizzando il suolo e l’ambiente circostanti il sito di ammartaggio fino a quando i pannelli solari smisero di funzionare. Dopo dieci anni, la fotocamera High Resolution Imaging Science Experiment (Hirise) a bordo dell’americano Mars Reconnaissance Orbiter è riuscita a regalarci un nuovo scatto dei resti del lander, ormai sommersi dalla scura polvere marziana.

Questa animazione mostra due immagini scattate dalla camera High Resolution Imaging Science Experiment sul Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa. È possibile notare i resti del Mars Phoenix Lander sul sito di ammartaggio nel 2008 e a fine 2017, quando la polvere marziana ha oscurato gran parte di ciò che era visibile due mesi dopo l’arrivo della sonda. Il lander è nella parte superiore delle immagini, il guscio posteriore e il paracadute in basso. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

La carcassa, lo “scudo” protettivo a forma di cono e il paracadute sono ancora visibili negli scatti del 21 dicembre 2017, ma – rispetto a quelli del 2008 – sono ormai quasi totalmente sepolti. Entrambe le foto coprono un’area larga circa 300 metri.