[Excel] Sommare tariffe giornaliere diverse per data usando le matrici in Excel

Partiamo con uno dei nostri più classici esercizi in Excel. Immaginiamo di avere la seguente tabella di dati, riguardanti i pernottamenti di un gruppo di clienti in un albergo.

elenco clienti albergo excel

Da un’altra parte abbiamo una tabella con le tariffe divise per mese (per comodità abbiamo i mesi già numerati).

A questo punto vogliamo calcolare quanto spenderà ogni cliente sapendo la sua data di ingresso nell’albergo e il numero di pernottamenti.

La soluzione più banale, sebbene non perfettamente corretta, sarebbe quella di prendere come tariffa di riferimento la tariffa di ingresso e moltiplicarla per il numero di notti. Nel caso specifico nella cella D2 andrebbe la seguente formula:

=CERCA.VERT(MESE(B2);$F$2:$G$13;2;FALSO)*C2

Da questo, applicando la formula su D2:D6, otterremmo un risultato come il seguente:

Inutile ribadire come questo risultato non sia corretto, perché in molti casi al passaggio di mese cambia anche la tariffa. Per esempio Chiara Celesti, che comincia il suo soggiorno il 15 dicembre 2019, lo finirebbe l’8 gennaio 2020. Nel caso specifico pagherebbe 45€ per 17 notti e 50€ per 8 notti, per un totale di 1.165€ anziché 1.125€.

Come possiamo quindi risolvere questo problema?

Una possibile soluzione deriva dall’utilizzo delle matrici, con il seguente ragionamento.

Anzitutto spostiamoci in K1 e creiamo la seguente tabella di supporto:

Inseriamo in K2 uno 0, e in K3 la formula  =K2+1  trascinando fino a K42 in modo da ottenere come massimo valore 40. Questo sarà anche il numero massimo di pernottamenti + 1 che potrà fare una persone. Cioè calcoleremo i pernottamenti fino ad un massimo di 41 notti (partendo da 0 fino a 40 compresi). Se volessimo prendere in considerazione più pernottamenti sarebbe sufficiente allungare ulteriormente la formula.

Il ragionamento che voglio fare è il seguente: confrontare l’elenco dei giorni di pernottamento con le date e sovrapporli ad una matrice di costi. Il punto di arrivo è una MATRICE come la seguente:

Figura 1

Questa matrice è riferita ai pernottamenti di Anna Bianchi. Lei comincia la vacanza il 20 dicembre e la finisce il 3 gennaio. Significa che copre 12 giorni di dicembre e 3 di gennaio. Usando la matrice di K2:K42 sommiamo alla data di partenza da 0 fino a n giorni, ovvero da 0 a 14 giorni, arrivando così ad avere tutte le date dal 20 dicembre al 3 gennaio.

Rispetto alla matrice precedente avremmo una tabella come quella che segue:

Matrici in Excel
Matrici in Excel
Figura 2

Nella prima colonna abbiamo la data di ingresso ripetuta su tutta la durata, nella seconda colonna abbiamo i giorni da 0 a 14, fino cioè a 15 escluso (che è il numero di pernottamenti). Se sommiamo alla data di ingresso ciascun giorno otteniamo le relative date di pernottamento. Usando la funzione MESE() su ciascuna data otteniamo quindi la quarta colonna con la codifica del mese. Infine eguagliamo la colonna dei mesi di pernottamento con la riga di tutti i mesi, ottenendo la matrice di uguaglianze (vero e falso) come di sopra.

Fatto questo andremo a prendere una matrice di prezzi fatta nel modo seguente:

Matrici in Excel
Matrici in Excel
Figura 3

Sovrapponendo le due matrici, solo dove nella prima abbiamo VERO otterremo una matrice così:

Imparare utilizzare Excel
Imparare utilizzare Excel
Figura 4

Ai FALSO abbiamo sostituito uno 0. A questo punto vediamo che facendo un SOMMA() su questa matrice possiamo calcolare esattamente la tariffa che dovrà pagare Anna Bianchi.

Per realizzare tutto questo con una singola formula utilizzeremo le MATRICI di Excel nel modo seguente.

Anzitutto otteniamo la prima colonna dei mesi come nella Figura 1 utilizzando la seguente formula:

=MESE(B2+$K$2:$K$42)

Se premiamo F9 sulla formula evidenziata dovremmo vedere una matrice come la seguente per il primo caso (quello del 21 giugno 2019)

{6.6.6.6.6.6.6.6.6.6.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7.7}

Qui vediamo che vengono calcolati tutti i mesi per i prossimi 40 giorni a partire dalla data di partenza, mentre Mario Rossi rimane solo per 5 giorni. Vogliamo quindi a 0 i giorni superflui e integriamo con la seguente formula:

=SE($K$2:$K$42<C2;MESE(B2+$K$2:$K$42);0)

Il risultato diventerà:

{6.6.6.6.6.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0.0}

Così abbiamo ottenuto la colonna dei mesi della Figura 1. Per ottenere la matrice la eguagliamo ai mesi in F2:F13, siccome però vogliamo ottenere una matrice rettangolare dobbiamo eguagliarli ad una matrice riga, mentre F2:F13 è una matrice colonna. A tale proposito useremo la funzione MATR.TRASPOSTA() che traspone una matrice colonna in una matrice riga.

=SE($K$2:$K$42<C2;MESE(B2+$K$2:$K$42);0)=MATR.TRASPOSTA($F$2:$F$13)

Ancora F9 e otteniamo:

{FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\VERO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\VERO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\VERO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\VERO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\VERO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO.FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO\FALSO}

In questo ginepraio di FALSO possiamo notare alcuni VERO all’inizio, in corrispondenza con il mese in colonna e quello in riga.

A questo punto usiamo il SE nel modo per cui se nella matrice c’è un VERO allora prendi il prezzo dalla matrice dei prezzi, simile a quella della Figura 3 che creiamo usando:

=MATR.PRODOTTO($L$2:$L$42;MATR.TRASPOSTA($G$2:$G$13))

Questa particolare operazione darebbe infatti questo risultato:

{50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45.50\50\55\55\55\60\60\60\50\50\45\45}

Uniamo le due cose nel modo seguente:

=SE(SE($K$2:$K$42<C2;MESE(B2+$K$2:$K$42);0)=MATR.TRASPOSTA($F$2:$F$13);MATR.PRODOTTO($L$2:$L$42;MATR.TRASPOSTA($G$2:$G$13));0)

Questa formula darebbe (sempre usando F9):

{0\0\0\0\0\60\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\60\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\60\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\60\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\60\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0.0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0\0}

Da notare come compaiono esattamente 5 numeri 60, corrispondenti alla tariffa di giugno che deve pagare Mario Rossi.

Applichiamo a questa matrice la funzione SOMMA() e premiamo SHIFT+CTRL+INVIO per applicare il calcolo matriciale al risultato.

La formula finale sarà:

=SOMMA(SE(SE($K$2:$K$42<C2;MESE(B2+$K$2:$K$42);0)=MATR.TRASPOSTA($F$2:$F$13);MATR.PRODOTTO($L$2:$L$42;MATR.TRASPOSTA($G$2:$G$13));0))

E dovremmo vedere qualcosa di simile nel nostro foglio:

Imparare utilizzare Excel
Imparare utilizzare Excel
Se abbiamo fatto tutto bene il numero risultato sarà dunque:

Imparare utilizzare Excel
Imparare utilizzare Excel
Con i valori corretti per ogni cliente su qualunque pernottamento.

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[EXCEL] MEDIA, MEDIANA E MODA IN EXCEL

Davanti ad un report stracolmo di dati, anche se ben elencati e categorizzati, non è semplice raccogliere delle informazioni. Dato ed informazione sono due concetti con numerose intersezioni, ma con molte differenze. Il dato, di per sé non è detto che rappresenti un’informazione. Potrebbe, infatti, essere rappresentativo di determinazioni non pertinenti alla mia analisi oppure non essere aggregato in una forma di sintesi idonea.

La STATISTICA DESCRITTIVA è un ottimo alleato per raggiungere il nostro scopo. Esaminiamo adesso in modo semplice  alcuni basilari indici di posizione che la Statistica descrittiva ci offre.

Cerchiamo di essere più chiari con un semplice esempio. Se esportassi dal mio gestionale un lungo elenco di prodotti venduti con le relative quantità avrei soltanto dei dati. Se riuscissi ad aggregare gli stessi, ottenendo il numero di volte che li ho venduti in un determinato periodo e identificando anche le relative quantità vendute, avrei quelle che per me sarebbero delle informazioni sulle vendite. Esercitiamoci con la figura di seguito riportata.Media Aritmetica, Mediana, Moda in Excel - Mummu Academy

Cliccando qui potrai effettuare il download del file.

In questo esempio abbiamo dei record relativi alle vendite di occhiali. Proviamo ad allenarci i più usati INDICI DI POSIZIONE DI BASE della statistica descrittiva. Notiamo che in questo esempio trattiamo dei dati che non sono raggruppati in classi di appartenenza. Tratteremo gli indici di posizione per dati raggruppati per classi in un apposito articolo.

MEDIA ARITMETICA

Si tratta del valore di posizione più utilizzato. Dato un insieme di “n” elementi, la media aritmetica, utilizzata per le variabili quantitative, è quel valore che sostituito nella somma degli “n” elementi lascia invariato il risultato finale. Nell’esempio riportato nella figura, la media aritmetica è rappresentata dalla somma dei valori delle determinazioni divise per il numero univo degli elementi stessi. La più immediata applicazione di questo indice nel nostro esempio è il calcolo della media aritmetica dell’importo delle vendite. Sono state eseguite “n” vendite dove n=24. Il numero di occhiali venduti è infatti pari a 24. La somma delle “n” determinazioni è pari ad € 2.886,00. La media aritmetica è facilmente determinabile dividendo l’importo di € 2.886,00 per 24, ottenendo come risultato un valore pari ad € 119,42

In Excel è sufficiente individuare la serie di valori di cui si desidera la MEDIA ARITMETICA utilizzando la seguente funzione:

=MEDIA(E2:E25) il cui risultato è pari ad € 119,42

Proviamo adesso a verificare il risultato identificando con altre formule i singoli fattori. Per determinare il numero degli elementi di cui desideriamo la media utilizziamo una semplice funzione di conteggio:

=CONTA.NUMERI(E2:E25) il cui risultato è pari a 24

Si tratta di una funzione che conteggia il numero di volte che in un intervallo di celle il loro contenuto è rappresentato da dei numeri

Utilizzerò la funzione di SOMMA per ottenere la somma delle “n” determinazioni appartenenti all’insieme dei valori di cui desideriamo calcolare la media

=SOMMA(E2:E25) il cui risultato è pari ad € 2.886,00

La funzione che indica quanti valori numerici appartengono all’insieme è invece la seguente:

=CONTA.NUMERI(E2:E25) il cui risultato è pari a 24

Posso procedere alla verifica del risultato della media mediante la seguente formula

=SOMMA(E2:E25)/CONTA.NUMERI(E2:E25) il cui risultato è pari ad € 119,42 e coincide il precedente calcolo della media aritmetica.

INTERNALITÀ DELLA MEDIA ARITMETICA

Una delle principali caratteristiche della media aritmetica è quella delle INTERNALITÀ. Il valore della media è sempre compreso tra il minimo ed il massimo dei valori appartenenti all’insieme di calcolo.

Possiamo verificare la precedente affermazione utilizzando le funzioni di MINIMO e MASSIMO.

=MAX(E2:E25) il cui risultato è pari ad € 150,00

=MIN(E2:E25) il cui risultato è pari ad € 90,00

Effettivamente il valore della media aritmetica pari ad € 119,42 è compreso tra i due valori di minimo e di massimo.

TRASFERIBILITÀ DELLA MEDIA ARITMETICA

Si parla di TRASFERIBILITÀ’ della media aritmetica quando si dice che sostituendo il valore della media a quello delle singole determinazioni, il risultato non cambia. Lo possiamo dimostrare con la seguente equazione

=MEDIA(E2:E25)*CONTA.NUMERI(E2:E25)=SOMMA(E2:E25) il cui risultato è pari a VERO

MEDIA ARITMETICA COME BARICENTRO DELL’INSIEME DEI VALORI

Sarà divertente verificare anche un’altra proprietà della media aritmetica, ovvero il BARICENTRO: se sommiamo tutti gli scarti prodotti tra i singoli valori e la media dell’insieme, la loro somma sarà pari a 0.

Potremmo verificare il risultato con una formula matriciale, ma questo tipo di formule verranno introdotte in altri articoli del nostro percorso. Per il momento risolviamo la nostra verifica aggiungendo una colonna alla nostra tabella in cui calcoliamo le singole differenze tra gli elementi dell’insieme e la loro media: gli SCARTI. Nel nostro esercizio esiste una infinitesimale approssimazione di calcolo praticata da Excel che disturba il valore di verifica se si considerano più di 12 decimali. Useremo quindi la seguente formula:

=TRONCA(SOMMA(F2:F25);12) il cui valore è pari a 0

MEDIANA

Dopo aver scoperto la MEDIA ARITMETICA ed alcune delle sue proprietà, continuiamo il nostro viaggio analizzando l’altro indice di posizione della statistica descrittiva, la MEDIANA. Si tratta di un indice che, dati i valori numerici di un insieme ordinati in modo crescente, determina quali di questi sia in una posizione centrale della serie crescente e che abbia lo stesso numero di valori “sotto” e “sopra”.

Nel nostro esempio possiamo calcolare la MEDIANA per gli IMPORTI. Si deve procedere all’ordinamento delle righe in base alla colonna E, quella degli IMPORTI.

Prima di procedere all’ordinamento aggiungo una colonna che identifichi le vendite prima di riordinarle

Per ordinare la matrice selezioniamo l’intervallo A1:G25 e clicchiamo sul pulsante ordina della scheda DATI e seleziono poi come criterio di ordinamento il campo IMPORTO in modo crescente.

Il risultato dell’ordinamento sarà il seguente:

La colonna ID mi permetterà in qualsiasi momento di tornare alla distribuzione di valori iniziale (alla fine della lettura, per esercizio, provate a riordinare il file utilizzando il campi ID… è probabile che troverete alcune simpatiche difficoltà da superare…)

Utilizziamo adesso la funzione MEDIANA di Excel, scrivendo:

=MEDIANA(E2:E25) il cui risultato è PARI ad € 119,50

Abbiamo identificato il valore di mediana ma se controlliamo la nostra colonna “E” non troviamo un tale valore. La spiegazione risiede nel fatto che la mediana di un insieme pari di valori è pari alla semisomma dei “due” valori centrali della serie ordinata. Nel nostro caso Excel ha effettuato la media tra il valore 119 ed il valore 120 presenti rispettivamente in riga 12 e 13 della nostra matrice. Attenzione al fatto che si contano le righe della matrice selezionata e non del foglio di Excel. La nostra matrice ha la prima riga in quella che è la seconda del foglio di calcolo. Le righe sono colorate a manualmente, rinunciando alla FORMATTAZIONE CONDIZIONALE BASATA SU FORMULE.

Possiamo usare questa caratteristica della funzione MEDIANA per eseguire una verifica manuale come abbiamo fatto per la MEDIA. Abbiamo compreso che per la MEDIANA abbiamo bisogno di un elenco ordinato di valori e del loro INDICE DI RIGA. Possiamo aggiungere, per comodità, una colonna in cui viene riportato il numero di riga del valore. Utilizziamo la formula

=RIF.RIGA(E2)-1 poiché le righe della nostra matrice sono sfalsate di una posizione nei confronti del foglio

Per poter svolgere manualmente il calcolo della MEDIANA è determinante conoscere se il numero dei valori presenti nell’insieme è pari o dispari. Possiamo dire che se il numero dei valori diviso per due non ha resto, allora sono un numero pari, diversamente sono dispari. Utilizziamo la funzione SE e la funzione RESTO nella cella E35:

=SE(RESTO(CONTA.NUMERI(E2:E25);2)=0;”PARI”;”DISPARI”) che darà PARI come risultato

Dato che le righe sono in numero PARI la MEDIANA sarà la semisomma del valore presente in riga 12 e riga 13 ed in colonna E.

Come possiamo prendere i due valori in modo automatico e dipendentemente che il numero dei valori sia PARI o DISPARI? Utilizziamo la funzione seguente:

=SE(E35=”PARI”;(INDICE(E2:E25;E31/2)+INDICE(E2:E25;E31/2)+1)/2;INDICE(E2:E25;INT(E31/2)+1))

In sintesi la funzione appena descritta ragiona nel modo che segue: se il numero di valori sono PARI effettua la semisomma tra i due valori centrali, mentre se sono DISPARI prende soltanto il valore centrale

MODA

L’ultimo indice di posizione che esaminiamo è la MODA

La moda ci dice qual è il valore dell’insieme che ha la maggiore frequenza e che quindi si ripete più volte.

Nel nostro esempio possiamo adesso lavorare su dei valori qualitativi e sulle loro frequenze. Useremo la funzione CONTA.SE per identificare quante volte sono stati venduti gli occhiali ai tre diversi soggetti acquirenti: Bambino, Ragazzo, Adulto. Scriviamo, in L2, la seguente formula per calcolare la frequenza delle vendite ai diversi tipi di cliente:

=CONTA.SE($C$2:$C$25;K2)

Copieremo verso il basso la formula in modo che copra i tre possibili clienti. Otterremo così quanto in figura:

Il valore massimo presente nell’intervallo L2:L4 rappresenta la MODA delle vendite per tipo cliente.

Esaminando i valori presenti in L2:L4 si intuisce come la MODA a cui è riferito il tipo cliente Ragazzo.

Quale formula potrebbe restituire in modo automatico il valore descrittivo associabile al valore di MODA?

Per rispondere dobbiamo usare la funzione CONFRONTA e la funzione INDICE.

La funzione CONFRONTA restituisce il numero di riga di una matrice selezionata che contiene il valore selezionato: se cercassimo il valore 12 in L2:L4 lo troveremmo in seconda riga.

La funzione INDICE restituisce il valore presente in una certa posizione, nel nostro caso la riga, di una matrice.

Esaminando la matrice K2:L4 il Tipo Cliente abbinato al valore di moda si trova nella seconda riga della colonna K.

Il valore di riga viene determinato dalla seguente formula:

=CONFRONTA(E38;L2:L4) che restituisce un valore pari a 2

La voce descrittiva da abbinare al valore di MODA si trova quindi sulla riga 2 appena individuata, ma nella colonna K. Preleveremo tale voce con la seguente formula:

=INDICE(K2:K4;CONFRONTA(E38;L2:L4)

Come per la MEDIANA esiste anche la funzione MODA, ma possiamo utilizzarla solo per i valori numerici. Se per esempio volessimo determinare qual è l’importo di vendita più frequente, potremmo utilizzare la funzione di MODA scritta nel modo seguente:

=MODA(E2:E25) che restituisce un risultato pari a 90

È importante notare come questa funzione non tiene in considerazione le distribuzioni di dati MULTIMODALI. Per questa casistica ci si deve appoggiare ad una funzione che si chiama MODA.MULT e che rientra nelle funzioni matriciali che affronteremo più avanti.

MEDIA, MEDIANA E MODA. QUALE SCEGLIERE?

Non si può dire a priori quale degli indici esaminati possa essere migliore degli altri. La pratica più idonea consiste nel calcolarli tutti per poi fare alcune riflessioni.

Prendiamo per esempio il seguente insieme di dati: 2,3,3,4,5,6,7,8,9,100.

Se ne calcoliamo la media aritmetica dei valori espressi si ottiene un risultato pari a 14,7. Ci si rende immediatamente conto che dei 10 numeri analizzati, 9 sono sotto la media aritmetica. E’ facile intuire che la media aritmetica non è per niente rappresentativo della serie.

La mediana della serie dei valori è invece pari a 5,5 e ci sembra un valore assolutamente più rappresentativo della serie di numeri espressa.

La media aritmetica è troppo spesso influenzata da “valori anomali”.

Se fossimo dei commercianti, molto probabilmente, ci interesserebbe sapere qual è il numero “più venduto” (supponendo, per assurdo, che si possano vendere i numeri!). Nel nostro caso il numero “che va più di moda” è il numero 3; è infatti l’unico numero “venduto” due volte.

L’articolo [EXCEL] MEDIA, MEDIANA E MODA IN EXCEL proviene da Mummu Academy.

[Excel] Creare Report in Excel con INDIRETTO

La funzione INDIRETTO è una delle funzioni che si possono utilizzare nel momento in cui si devono creare report  in Excel e gestire collegamenti tra fogli in modo sicuro ed efficiente. Insieme alla funzione INDIRETTO è spesso affiancato un set di funzioni quali INDIRIZZO, RIF.RIGA e RIF.COLONNA. Vediamo con un esempio come utilizzare questo interessante mix di funzioni.

CREARE REPORT IN EXCEL CON UN MIX DELLLE FUNZIONI INDIRETTO, INDIRIZZO, RIF.RIGA E RIF.COLONNA

Negli ultimi anni molte più persone si trovano nella situazione di dover gestire fogli dicalcolo complessi e di dover trasformare i dati in informazioni. Scopo di questo tutorial è quello di accompagnare gli utenti già esperti di Excel alla scoperta di alcune funzioni che “mischiate” tra di loro possono riusltare molto utili nella generazione di fogli di sintesi. Dato che utilizzeremo tutte le funzioni citate  scopriamone insieme la sintassi ed il loro utilizzo, prima prese singolarmente e poi in un mix.

FUNZIONE RIF.RIGA

La funzione RIF.RIGA restituisce il numero di riga di un particolare riferimento a cella. Per esempio scriviamo la seguente formula:

=RIF.RIGA(B3)

Il risultato che la funzione produce è 3 poiché il numero di riga del valore della cella B3

FUNZIONE RIF.COLONNA

La funzione RIF.COLONNA restituisce il numero di colonna di un particolare riferimento a cella. Per esempio scriviamo la seguente formula:

=RIF.COLONNA(B3)

Il risultato che la funzione produce è 2 poiché il numero di colonna del valore della cella B3

Se nell’utilizzo della funzione RIF.RIGA ci si può aspettare un risultato sottoforma di numero, quello che può suscitare una poca di sorpresa è il risultato della funzione RIF.COLONNA. Dobbiamo precisare infatti che la funzione non restituisce il valore classico (una lettera) delle colonne, ma un numero. La colonna B diventa in questo senso il numero 2; la colonna C diventa il numero 3 e così via.

Questa caratteristica è particolarmente utile nel momento in cui si vada ad utilizzare la funzione INDIRIZZO.

FUNZIONE INDIRIZZO

Vediamo per prima cosa la sintassi della funzione INDIRIZZO, che è la seguente:

INDIRIZZO(riga; col; [ass]; [a1]; [foglio])

Sappiamo che la sintassi di una funzione mette tra parentesi quadre gli argomenti la cui specifica è opzionale da parte dell’utente. e per i quali, comunque, non è obbligatorio l’inserimento di un valore che, in caso di omissione, viene impostato su un parametro di default da Excel. Guardando la sintassi della funzione INDIRIZZO si comprende come sia indispensabili soltanto due valori: il riferimento di riga ed il riferimento di colonna.

Se scrivessimo la funzione =INDIRIZZO(3;4) il suo effetto sarebbe quello di restituire la coordinata $D$3 in una forma di stringa utilizzabile all’interno della funzione INDIRETTO.

La funzione INDIRIZZO genera una stringa di testo che corrisponde ad un indirizzo di cella in modalità riferimento assoluto.

Ma perché proprio riferimento assoluto? Perché se non viene specificato un terzo parametro della funzione INDIRIZZO, il riferimento testuale generato è ASSOLUTO. Il terzo parametro della funzione INDIRIZZO, quello che nella sintassi della formula troviamo come [ass], è quindi personalizzabile in base alla seguente legenda presa direttamente dal sito Microsoft

[ass] Tipo di riferimento restituito
1 od omesso Assoluto
2 Assoluto (riga), Relativo (colonna)
3 Relativo (riga), Assoluto (colonna)
4 Relativo

Se scrivessimo, quindi =INDIRIZZO(3;2;4) il risultato sarebbe una stringa di testo rappresentante un indirizzo relativo. Si avrebbe infatti come risultato il testo B3. Questa volta, il riferimento sarebbe relativo e non assoluto.

Ma cosa accade se desideriamo generare una stringa di testo che abbia come riferimento una determinata cella di un determinato foglio? Sappiamo bene che i riferimenti ad una cella, se non contengono la specifica di riferimento ad un foglio in particolare, vengono sempre assunti come riferiti al foglio in cui nascono. La risposta la si trova nel quinto parametro della funzione INDIRIZZO, quello indicato da [foglio] con il quale si ha la possibilità di specificare il nome del foglio a cui il riferimento deve puntare. In base a quanto espresso, se scrivessimo la funzione =INDIRIZZO(3;2;4;;”PIPPO”) il risultato sarebbe il seguente testo: PIPPO!B3.

Vi chiederete cosa ne sia del quarto parametro della funzione INDIRIZZO di cui non abbiamo parlato, quello che nella sintassi è indicato come [a1].  Beh… è forse il più strano perché permette di cambiare il sistema di riferimento alle celle da standard a R1C1. In tale sistema di riferimento non esistono lettere, ma solo numeri: un numero identifica la riga e l’altro identifica la colonna. Affronteremo questo topic in un apposito articolo. In questo esempio daremo per scontato l’utilizzo del tradizionale sistema di riferimento alle celle che prevede l’utilizzo delle lettere per le colonne e dei numeri per le righe.

Nella funzione =INDIRIZZO(3;2;4;;”PIPPO”) il quarto parametro è intenzionalmente lasciato vuoto perché in assenza di una specifica viene generato un riferimento standard.

FUNZIONE INDIRETTO

Vediamo adesso un caso pratico utilizzato per creare report in Excel:

Creare report con funzione INDIRETTO
Creare report con funzione INDIRETTO

Si tratta di un piccolo prospetto in cui vengono elencate le ore lavorate in une mese per quattro reparti diversi. La nostra esigenza è quella di generare un prospetto sintetico tipo quello presente nell’intervallo G1:I5. Una simile attività può sembrare molto più facile di quello che invece è se lo si deve fare con delle formule e non tramite dei manuali copia incolla. Il copia incolla non porta a nessun risultato se i reparti fossero ad esempio una cinquantina…

Partiamo dalla cella F2 e vediamo quale sia la formula inserita:

=INDIRETTO(INDIRIZZO(RIF.RIGA($B$1)+6*(RIF.RIGA(B1)-RIF.RIGA($B$1));RIF.COLONNA(B1)))

Come si può notare, la complicazione è nel riferimento di riga che deve aumentare di sei ad ogni passaggio da F2 a F3 a F4 e fino a F5. È stato utilizzato un piccolo espediente che permette di generare con semplicità dei multipli di 6 ad ogni passaggio tra una riga e l’altra. La formula deve essere ricopiata in verticale.

Vediamo adesso la formula che inseriremo in G1

=INDIRETTO(INDIRIZZO(RIF.RIGA(B3)+1*(RIF.COLONNA(B3)-RIF.COLONNA($B$3));RIF.COLONNA($B$3)))

Questa volta la difficoltà è dovuta al fatto che la formula deve essere copiata in orizzontale e, per contro, i riferimenti devono scorrere in verticale. In genere non si è molto abituati a “tirare” una formula verso destra ed ottenere un incremento degli indici di riga e non quelli di colonna. Per ottenere questo “strampalato” risultato si è usata una formula simile alla precedente che usa gli scostamenti sull’asse orizzontale per generare degli incrementi di riga e cioè verticali. Ricopiando la formula verso destra, e cioè da G1 a H1 e fino ad H1 gli unici riferimenti che scorrono sono quelli di riga.

Vediamo adesso la formula che inseriamo in G2

=INDIRETTO(INDIRIZZO(RIF.RIGA($D$3)+6*(RIF.RIGA(D3)-RIF.RIGA($D$3));RIF.COLONNA($D3)))

Questa formula è del tutto simile a quella contenuta in F2 poiché deve sfruttare gli stessi principi. Si ricorda che questa formula andrà ricopiata in verticale.

Vediamo adesso la formula che inseriamo in H2

=INDIRETTO(INDIRIZZO(RIF.RIGA($D$4)+6*(RIF.RIGA(E4)-RIF.RIGA($D$4));RIF.COLONNA($D4)))

Questa formula è del tutto simile a quella contenuta in F2 poiché deve sfruttare gli stessi principi. Si ricorda che questa formula andrà ricopiata in verticale.

Vediamo adesso la formula che inseriamo in I2

=INDIRETTO(INDIRIZZO(RIF.RIGA($D$5)+6*(RIF.RIGA(F5)-RIF.RIGA($D$5));RIF.COLONNA($D5)))

Questa formula è del tutto simile a quella contenuta in F2 poiché deve sfruttare gli stessi principi. Si ricorda che questa formula andrà ricopiata in verticale.

Se si eseguono le operazioni in modo corretto si ottengono le seguenti formule per la colonna F:

Se si eseguono le operazioni in modo corretto si ottengono le seguenti formule per la colonna G:

Se si eseguono le operazioni in modo corretto si ottengono le seguenti formule per la colonna H:

Se si eseguono le operazioni in modo corretto si ottengono le seguenti formule per la colonna I:

I risultati generati per creare report in Excel saranno i seguenti:

Corso Excel Avanzato a Firenze - Creare Report con la funzione INDIRETTO

Utilizzando in modo leggermente diverso le funzioni, saremmo stati in grado di produrre gli stessi risultati, ma su di un foglio apposito, in modo da separare i dati di partenza dal report finale.

Al termine corso di Excel Avanzato a Firenze che si svolge presso Mummu Academy saprai creare report in Excel di  questa tipologia di report e molti altri.

Solo gli studenti di Mummu Academy dispongono della piattaforma di studio riservata ai nostri studenti.

 

 

 

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[Excel] Come eliminare le righe vuote in Excel

I database in Excel possono avere anche decine di migliaia di righe e molto spesso si ha la necessità di individuare e rimuovere quelle lasciate vuote. Le righe vuote, infatti, se non sono funzionali ad un criterio ben preciso, possono produrre quelli che in informatica vengono classificati in “effetti indesiderati”. Scopriamo insieme uno dei migliori metodi per eliminare le righe vuote in Excel.

Prendiamo un piccolo file di esempio in cui si hanno tre colonne popolate da valori numerici. Creiamo, inoltre, due righe vuote che dovremo scovare e cancellare. Come possiamo ben intuire, il fatto che il nostro file di studio contenga poche righe o molte non inficia il metodo illustrato.

 

Eliminare le righe vuote in Excel
Eliminare le righe vuote in Excel

 

Riflettendo bene, le righe vuote che troviamo sulle nostre tre colonne di dati hanno tutte un valore numerico comune a loro riconducibile: il numero 3. Prendiamo, infatti, le celle A2:C2 e contiamo quante celle vuote là esistono. Si ottiene il numero 3 solo se niente o nessuno le ha popolate e sono pertanto appartenenti ad una riga che è vuota nel segmento di tre celle preso in considerazione.

Creiamo adesso, in colonna D una funzione che effettua il conteggio appena espresso. Utilizzeremo una delle funzioni di conteggio disponibili in Excel: la funzione CONTA.VUOTE(…)

 

Eliminare le righe vuote in Excel
Eliminare le righe vuote in Excel

 

Copiamo per tutta la tabella le formula

 

Eliminare le righe vuote in Excel
Eliminare le righe vuote in Excel

 

Come anticipato, troviamo il numero 3 solo in presenza delle due righe vuote.

A differenza di altri metodi, quello esposto garantisce la presenza degli spazi su tutta la riga e non solo su di una singola colonna parte di essa. Non usiamo infatti una sola colonna campione ma le prendiamo in analisi tutte quante.

Attivando adesso lo strumento Filtro per l’intervallo $A$1:$D$20 e, filtrando per il numero 3 in colonna D,  otteniamo il seguente risultato

 

Eliminare le righe vuote in Excel
Eliminare le righe vuote in Excel

 

Tutte le righe piene dell’intervallo vengono nascoste e rimangono visibili quelle vuote che, tuttavia, hanno il numero 3 a fare “la spia”.

Selezioniamo adesso le sole righe visibili e tramite un click destro del mouse andiamo ad impartire il comando “Elimina riga”

Eliminare le righe vuote in Excel
Eliminare le righe vuote in Excel

 

A questo punto non rimane che rendere inattivo il filtro automatico ed avremo il file con le sole righe piene

 

Eliminare le righe vuote in Excel
Eliminare le righe vuote in Excel

 

Se questo articolo ti è piaciuto puoi trovarne altri molti interessanti a questo link. Se sei un appassionato di Excel e decidi di approfondire le tue competenze non perderti il corso di Excel Avanzato ed il corso di Analisi dei Dati con Excel.

Gli allievi dei corsi di Mummu Academy hanno a loro disposizione la piattaforma di studio E-Learning, nella quale poter trovare molte esercitazioni di approfondimento.

 

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[Excel] La funzione CERCA.VERT in Excel

Quante volte hai utilizzato un listino per convertire il tuo codice prodotto in un prezzo? Quante volte hai cercato cercato di convertire il tuo peso corporeo in gocce di un medicinale? Sicuramente molte, e certamente avrei scorso il tuo dito indice tra pagine e pagine di righe e colonne… La funzione CERCA.VERT in Excel ti permette di automatizzare questa conversione indipendentemente da quante migliaia di righe sia composto il tuo listino, o, più genericamente, la tua matrice di conversione. Il tutto in un click!

Andiamo alla scoperta del CERCA.VERT con un semplice ed intuitivo esempio. Realizziamo, infatti, un foglio di calcolo in grado di convertire i codici prodotto nei relativi prezzi, usando una matrice di conversione. Per fini didattici concentreremo tutti gli elementi su di un unico foglio anche se sarebbe opportuno avere la matrice di conversione in un apposito e riservato foglio di Excel.

 

Funzione Cerca.Vert in Excel - Mummu Academy
Funzione Cerca.Vert in Excel – Mummu Academy

 

Dobbiamo ipotizzare di inserire gli articoli acquistati tra quelli disponibili in colonna B e che Excel usi la funzione Cerca.Vert per convertirli in un prezzo tramite la matrice di conversione I2:J5.

Possiamo usare la CONVALIDA DATI già vista in altro articolo per blindare l’inserimento dati in modo che nella colonna dei prodotti possano essere immessi soltanto i valori effettivamente convertibili. Se ci pensate, sarebbe un bel problema cercare di vendere un prodotto senza sapere quale possa essere il suo prezzo.

Mediante la convalida dati facciamo apparire un menù a tendina che permette la scelta di uno dei quattro prodotti disponibili, attingendo all’intervallo I2:I5. Per chi non conoscesse la “convalida dati”, può tranquillamente inserire manualmente in B2:B11 dei valori casuali scegliendo tra Alfa, Beta, Gamma ed Omega per ottenere il risultato seguente.

ATTENZIONE AGLI SPAZI!

Nell’immissione dei dati si deve stare particolarmente attenti a non inserire degli spazi alla fine di quanto digitato. Si ricorda, infatti che gli spazi sono caratteri come tutti gli altri, che, in modo silente, aumentano il numero dei caratteri presenti in una cella. Una cella che contiene una stringa di quattro caratteri non potrà mai essere uguale ad una che ne contiene un numero diverso. Questa precisazione è fondamentale per capire meglio alcuni messaggi di errore #N/D apparentemente inspiegabili. Ancora una volta la CONVALIDA DATI diventa un prezioso alleato per impedire errori di digitazione.

 

Funzione Cerca.Vert in Excel - Mummu Academy

Funzione Cerca.Vert in Excel – Mummu Academy 

La funzione CERCA.VERT dovrà trasformare i valori presenti in B2:B11 nei prezzi disponibili in J2:J5.

SINTASSI LOGICA DELLA FUNZIONE CERCA.VERT IN EXCEL

Immaginiamo di dover fare la conversione manualmente, usando carta e penna sulla stampa della figura precedente: prendiamo il valore presente in B2 e lo andiamo a cercare nella prima colonna a sinistra della matrice di conversione I2:J5. Una volta ottenuta trovato il matching, prendiamo come valore di conversione il valore che si trova sulla stessa riga di matching, ma sulla colonna numero 2 della matrice di conversione (MDC). In assenza di matching (impossibile se si usa la convalida dati nel modo corretto) vogliamo forzare la funzione CERCA.VERT a restituire un valore di errore #N/D.

Dal paragrafo precedente emerge che la funzione ha bisogno di quattro parametri:

  1. Valore per il quale desidero la conversione in altro valore
  2. Coordinate della MDC
  3. Numero di colonna che nella MDC ospita i valori di conversione
  4. Parametro relativo all’approssimazione, che attiva o meno il risultato #N/D in caso di conversione impossibile

I quattro punti precedenti meritano due approfondimenti in particolare.

  • Le coordinate della MDC devono essere prese considerando che la prima colonna a sinistra della MDC deve essere quella in cui si scorre alla ricerca del matching. Nel nostro esempio ciò significa che la prima colonna a sinistra della MDC deve essere quella in cui sono elencati i prodotti vendibili.
  • Il “parametro di approssimazione” attiva #N/D se impostato su FALSO (numericamente lo 0). Se si immette il parametro VERO (numericamente 1) la funzione restituisce una conversione approssimata a quella più vicina, e precedente, da un punto di vista ordinale a quella desiderata. In altre parole, nel nostro esempio, se cercassimo di convertire il valore Lambda, il risultato della conversione sarebbe 55 in quanto il valore disponibile, in prima colonna a sinistra di MDC, immediatamente precedente a quello desiderato sarebbe quello relativo a  GAMMA.

La sintassi della funzione, da un punto di vista logico-umano è la seguente:

=CERCA.VERT(cosa voglio convertire; coordinate di MDC da usare; n° di colonna che in MDC ospita la conversione; parametro di approssimazione)

Sostituendo punto punto le parole “umane” con i valori “digeribili” da Excel si ha quanto segue:

=CERCA.VERT(B2;$I$2:$J$5;2;FALSO)

 

Funzione Cerca.Vert in Excel - Mummu Academy
Funzione Cerca.Vert in Excel – Mummu Academy

 

Copiando verso il basso la formula, si otterranno tutti i valori di conversione.

 

Funzione Cerca.Vert in Excel - Mummu Academy
Funzione Cerca.Vert in Excel – Mummu Academy

 

Con pochi altri passaggi l’esercizio può essere completato.

LA FUNZIONE CERCA.VERT IN EXCEL ED IL PARAMETRO DI APPROSSIMAZIONE

Se provassimo ad inserire LAMBDA come valore in B2, il risultato della conversione sarebbe #N/D

 

Funzione Cerca.Vert in Excel - Mummu Academy
Funzione Cerca.Vert in Excel – Mummu Academy

Se provassimo ad inserire LAMBDA come valore in B2, ed a cambiare il parametro di approssimazione in VERO, il risultato sarebbe il seguente:

 

Funzione Cerca.Vert in Excel - Mummu Academy
Funzione Cerca.Vert in Excel – Mummu Academy

Notiamo che 55 è il valore di conversione di GAMMA ed un risultato approssimato, secondo quanto visto prima, e riferito ad una voce non convertibile direttamente.

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